“Si tratteranno come figli”

Con la seguente introduzione ha inizio un viaggio di conoscenza delle realtà educative della Provincia Italiana della CFIC, guidati da Fr. Stefano Caria, Superiore della Comunità Luigi Monti di Polistena (RC).

Un giorno Luigi Monti ricevette (siamo nel 1882) a Santo Spirito la visita di un religioso certosino che dichiarò di aver avuto l’ispirazione dalla Vergine Immacolata di presentarsi a lui. Veniva da Desio (Milano). Il certosino gli presentò un caso pietoso: quattro orfani, figli di suo fratello vedovo, da poco deceduto, di cui il maggiore aveva undici anni. 
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Per cogliere in profondità i principi educativi che hanno ispirato l’azione educativa di Padre Monti molto giova riferirsi alle Costituzioni del 1900, da lui scritte a poco tempo ormai dalla sua morte. In questa prima fase ci soffermiamo in particolare su quello che sarà la base per la pedagogia che padre Monti si sforzerà in ogni modo di far assimilare ai propri “figli e confratelli”: Trattare gli orfani come figli dell’Istituto! Leggi tutto

Continua il nostro percorso di conoscenza dei fondamenti pedagogici voluti da padre Monti per i suoi figli spirituali: dalle Costituzioni, approvate nel 1900 ma elaborate negli anni precedenti, analizziamo alcuni dei punti che definiscono un vero e proprio decalogo per il “fratello educatore”.
Mentre il primo punto riguardava il trattare gli orfani come “figli”, il secondo identifica gli obiettivi del percorso educativo e formativo che i Fratelli dovevano perseguire: formare gli orfani a un carattere aperto e sincero. Leggi tutto

Padre Monti prosegue nella redazione degli articoli delle Costituzioni e approfondisce quelli che saranno gli obiettivi educativi a cui il Fratello educatore dovrà fare riferimento. Così la “Regola di vita” dei religiosi concezionisti si rafforza e, oltre a indicare la strada ai tanti Fratelli infermieri, accoglie anche le importanti indicazioni per i Fratelli che vorranno dare la vita per gli orfani. Leggi tutto