Sappi che appena ebbi la lettera di vostra madre e leggendo una tale notizia il mio cuore si sentiva come trafigger(e) da una acuta lancia; e sono corso subito in Cappella a piangere e quasi a lagnar(mi) con Gesù e nostra Madre (di) aver permesso al demonio di tirarvi in sì grande pericolo, ma nel medesimo tempo confidava nella loro protezione e difesa pel vostro bene. Ma il cuor mio era straziato; quella notte e quel giorno per me era un continuo soffrire! Ma poi armato nella fiducia di nostra Madre, coi Fratelli tutti continuavamo l’incominciata Novena per vostra liberazione; ed il 24 ebbi alla notte un sogno di nostra Madre Immacolata, dicentemi perché tanto mi affliggevo e che stessi tranquillo che Essa avrebbe pensato al vostro bene… ed allora mi sono sentito alquanto tranquillizzato: e lo raccontai ai Fratelli e gli dissi che mi sentiva in cuore che la Madonna l’avrebbe tolto di Cavalleria. Ora leggo la vostra lettera di grande grazia; perciò ben potete immaginarvi qual sia la mia esultanza e dei Fratelli. Appena ricevuta la vostra, andai subito in Cappella coi Fratelli a ringraziare il Signore e l’Immacolata nostra Madre, cantando il Te Deum ed il Magnificat.

(Vol 2, n. 22, Roma 27 novembre 1885)