È purtroppo giusto che il Maestro abbia la dovuta libertà coi Novizi e non sia impedito allorquando egli scorge la necessità e l’utilità di fare le sue conferenze e istruzioni. Solo mi dispiacerebbe se si venisse a rompere la pace tra Superiori e molto più ancora se i Fratelli potessero accorgersi di questa disunione, perché rotta questa tranquillità e unione, si verrebbe ancora a revocare i tempi ultimamente scorsi nei quali tutti abbiamo ammirato i prodigi che la nostra Madre ha operato nel suo Istituto; credo che mi avrete compreso, e avrete capito dove vanno a parare queste mie allocuzioni. Il diavolo non dorme, e se non siamo più che vigilanti egli da queste piccole discordie ci farà rinnovare i tempi passati…. Ripeto però che si conservi pace e tranquillità, e ciò fatelo per amor dell’Imm. nostra Madre, e di me; il tutto ridonderà a merito vostro.
(Vol. 4, n. 135. Roma 19 gennaio 1900)