Siamo accanitamente perseguitati, senza motivi e senza demeriti; con tutto questo, io i miei religiosi e gli orfanelli, preghiamo per i nostri persecutori, e, di cuore, auguriamo loro ogni bene. L’Immacolata però, possa io errare, non lascerà impuniti tutti coloro che osteggiano il suo Istituto. Ora la Sacra Congregazione ha deliberato di sopprimere il Sacerdozio e di non parlarne più. Questo è per me di sommo cordoglio. Tuttavia sono pienamente rassegnato, e nutro ferma speranza che Iddio e Maria SS.ma non permetteranno simil cosa, ma che col tempo compiranno essi l’opera del nostro Istituto. Dico questo e con fondamento, e con la più ferma persuasione. Poiché anni sono fui favorito di una apparizione, e di Gesù e di Maria, i quali mi assicurarono che tutto trionferà. Questa è la prima volta che io paleso questa cosa. La paleso a Lei, perché è l’unico confidente che io mi abbia, e gliela paleso col più alto segreto. Ho dunque ragione di aver ferma speranza, poiché Gesù e Maria sono Galantuomini; e la protezione che abbiamo avuta fino adesso non è una prova incontestabile della loro protezione? Si scatenino pure i nostri nemici contro di noi, ma dovranno rimanere infranti ai piedi di Colei che ci è Madre, e che tiene sotto del Virgineo suo piede il Capo e il Padre dei nemici d’ogni bene. Ed io, sia pure che venga gettato in mare come Giona, o colto dalla morte, nel sepolcro. Non mi importa. Non lavoro per me, ma per l’Istituto e per la gloria di Dio. (Vol 4, n. 54., Saronno 31 maggio 1898)