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“Mi trovavo abbandonato da tutti; quelli stessi da cui speravo qualche conforto, quelli stessi mi perseguitavano con amari sarcasmi; l’abbattimento del mio spirito non era più sorretto da nessuna consolazione, nè divina, nè umana; solo, e i preda ai miei tristi pensieri, combattuto da gagliarde tentazioni, ero caduto in un estremo avvilimento. Passavo delle ore davanti a Gesù in Sacramento, ma erano tutte ore senza alcuna stilla di rugiada celeste; il mio cuore rimaneva arido e insensibile. Ero proprio sul punto di abbandonare ogni cosa, quando trovandomi in camera sento una voce interna, chiara e distinta, che mi dice: “Luigi vai al coretto nella chiesa ed esponi di nuovo tutte le tue tribolazioni a Gesù Sacramentato”.

Dò orecchio all’ispirazione e mi affretto a seguirla. Mi inginocchio, e non molto dopo vedo due personaggi in forma umana. Li conosco: era Gesù con la sua Madre Santissima, i quali mi si fanno dappresso e con voce alta mi dicono: “Luigi molto avrai da soffrire; altre lotte maggiori e varie hai da incontrare. Sta forte! Di tutte ne uscirai vincitore. Il nostro potente aiuto non ti verrà mai meno; prosegui la via che hai cominciato”.

Sì dissero e disparvero.
I timori che tanto mi opprimevano disparvero ad un tratto: provai subito indicibili consolazioni; altri pensieri vennero allora a ricolmare di novella vita l’animo mio tanto addietro rattristato; e posso – proseguiva a dire – posso testificare che tutto si è verificato. Non mancarono i contrasti e le accanite guerre, ma in tutti i critici momenti che dovetti passare, provai ognor sempre il potente aiuto di Gesù e di Maria Santissima”.


 

In questo mese mariano vogliamo leggere una delle pagine più belle ed importanti della vita del nostro Beato, cioè l’apparizione di cui fu protagonista diretto a Bussolengo.

In un periodo molto travagliato e triste, pieno di incertezza per un cammino vocazionale e fondativo che sembrava essere sempre più ostacolato, la presenza di Gesù e dell’Immacolata Madre vengono a sgombrare il cielo di Luigi dalle fitte nubi da cui era avvolto.

Questo è uno dei pochi episodi in cui il Fondatore racconta un fatto straordinario a lui capitato: la sua vita si è sempre svolta nella semplicità della fede, senza ricerca di segni straordinari o particolari. Sicuramente ce ne saranno stati molti altri che lui, per la sua profonda umiltà, avrà custodito nel suo cuore.

La promessa dei due personaggi celesti “il nostro aiuto non ti verrà mai meno” ricorda quella promessa che la Madonna, molti anni dopo a Fatima, fece ai tre pastorelli: “avrete molto da soffrire ma il mio Cuore Immacolato sarà il vostro rifugio e la via che vi condurrà a Dio”.

In questo anno Centenario delle Apparizioni, non possiamo non notare la somiglianza tra Luigi ed i pastorelli di Fatima: sono stati tutti conquistati dalla presenza materna di Maria, che li ha chiamati ad una missione speciale.

A questa chiamata hanno risposto donando tutta la loro vita, senza aver paura di sofferenze e di difficoltà, confidando nella protezione dell’Immacolata.

Ogni visita di Maria su questa terra viene a ricordarci la sua vicinanza e a ripeterci le stesse parole da Lei pronunciate a Cana “tutto quello che Gesù vi dice fatelo”.

Così ha parlato Papa Francesco ai fedeli radunati a Fatima lo scorso 13 maggio: “Ci siamo radunati qui per ringraziare delle innumerevoli benedizioni che il Cielo ha concesso lungo questi cento anni, passati sotto quel manto di Luce della Madonna. Qui, proprio cento anni fa, “quel manto di luce” ha avvolto i tre pastorelli, perché “Fatima è soprattutto questo manto di Luce che ci copre, qui come in qualsiasi altro luogo della Terra quando ci rifugiamo sotto la protezione della Vergine.

Una Madre a cui possiamo “aggrapparci” perché così “viviamo della speranza che poggia su Gesù”.  E “come esempi abbiamo davanti agli occhi san Francesco Marto e santa Giacinta Marto, che la Vergine Maria ha introdotto nel mare immenso della Luce di Dio portandoli ad adorarlo. Da ciò veniva loro la forza per superare le contrarietà e le sofferenze” che dopo quelle apparizioni non sono mancate ai due fratellini Marto, così come la loro cugina Lucia dos Santos, che diventerà suora e vivrà fino al 2005, restando custode del messaggio – diviso in tre parti – loro affidato dalla Vergine. “La presenza divina divenne costante nella loro vita, come chiaramente si manifesta nell’insistente preghiera per i peccatori e nel desiderio permanente di restare presso “Gesù Nascosto” nel Tabernacolo”.

Anche P. Monti e’ stato irradiato da questa luce meravigliosa della Vergine che lo ha fatto diventare un faro per tutti coloro che lo hanno incontrato e seguito.

Un impegno ed un invito per tutti noi, perché da questo mese mariano nasca per noi lo stesso cammino dei pastorelli di Fatima e del nostro Beato, ricordato ancora dal Santo Padre a Fatima:“Sotto la protezione di Maria, dobbiamo essere nel mondo sentinelle del mattino che sanno contemplare il vero volto di Gesù Salvatore, quello che brilla a Pasqua, e riscoprire il volto giovane e bello della Chiesa, che risplende quando è missionaria, accogliente, libera,  fedele,  povera di mezzi e ricca di amore”.