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Un’antica immagine della chiesa e dell’ospedale di Santo Spirito in Sassia a Roma

Un’antica immagine della chiesa e dell’ospedale di Santo Spirito in Sassia a Roma

FRATELLO E’ BELLO 

La Pro-vocazione della Fraternità (4)

MINUETTO

10. Roma, luogo di sorgenti

Alla fine Luigi punta su Roma. Il Regno Lombardo-Veneto, territorio dell’Impero Austro-Ungarico, governa ancora sui luoghi della sua giovinezza. La decisione di fondare una comunità religiosa la prende assieme a Cipriano Pezzini, consigliati da don Luigi Dossi. È il 25 marzo del 1857 e stabiliscono che si chiamerà col nome di Figli dell’Immacolata Concezione, dal dogma mariano proclamato tre anni prima da Pio IX. Non è un periodo favorevole per affrontare il rischio di fondarla nella terra in cui sono nati: ancora serpeggia il clima ostile verso nuove istituzioni religiose; inoltre si sente sempre rumore di guerra alimentato dal crescente nazionalismo italiano e da una certa supponenza asburgica.

Luigi non è un patriota, sebbene qualche anno prima fosse stato incarcerato anche per questa falsa accusa. La sua appartenenza profonda si ispira al Vangelo e alla cultura sociale che ne deriva. Il vero ideale di Luigi, per il quale è disposto a spendersi, è una comunità di vita fraterna. Ovunque si realizzi, gli va bene. A 32 anni è un uomo maturo, ma non è prete: troppo poco per osare un’iniziativa come quella. Si rende dunque indispensabile trovare una location adeguata all’obiettivo: dove, meglio che a Roma, all’ombra del Cupolone? Là c’è il Papa, che capirà; lo Stato Pontificio non ostacolerà un progetto religioso.

Il Pezzini aveva tentato già un paio di volte di realizzare una comunità di infermieri. Anche lui non ha titoli ecclesiastici, tuttavia è giovane uomo ardimentoso e trascinante. Un sognatore carismatico, che trova nel compagno Luigi ciò che gli manca: costanza nel perseguire un obiettivo, senso pratico della vita, esperienza come leader spirituale.

Statuetta della Madonna di Lourdes, appartenuta a Luigi Monti (Casa generale CFIC, Roma)

Statuetta della Madonna di Lourdes, appartenuta a Luigi Monti (Casa generale CFIC, Roma)

Cipriano parte per primo assieme ad un gruppetto di seguaci e si stabiliscono nell’Ospedale di Santo Spirito, a due passi dal Vaticano. È settembre. Luigi rimane ancora un po’ nel Lombardo-Veneto, a Bussolengo, presso i religiosi di san Ludovico Pavoni.  Ad aprile arriva anche lui a Roma, mentre a Lourdes, in Francia, sono in corso straordinarie apparizioni dell’Immacolata ad un’insignificante ragazza di nome Bernadette.
L’antico e glorioso ospedale affascina e il Monti lo considera come luogo di sorgenti. In effetti, quell’ospedale era stato scuola di medicina, ma anche di santità. Trova una situazione tutt’altro che accogliente, perché i cappellani Cappuccini hanno un’idea di fondazione contrapposta alla sua. E alla fine prevalgono. Si ritengono i fondatori della comunità, con il diritto a governarla.

11. A scuola di emarginazione

Anche a Roma, dunque, la strada si presenta in salita. Del resto, fondare proprio lì, circondati da monsignori e prelati, portaborse e nobildonne, appare subito una sfida assurda, folle presunzione di laici sprovveduti. Una fraternità di religiosi infermieri rappresenta una novità non solo professionale, ma anche ecclesiale: come poteva sorgere nella Città Eterna senza un prete capofila? O almeno un nobile? L’impresa non sarebbe riuscita nemmeno a Milano, dove Luigi aveva sofferto l’opposizione dei tre coadiutori. Là, poi, il clero era così forte da aver già fondato tutto… Le interferenze di vari personaggi ecclesiastici si protraggono per anni. Cipriano Pezzini viene presto espulso dalla comunità e morirà in solitudine. Luigi continua a vivere a Roma, pure lui tenuto ai margini. Dall’ospedale viene trasferito al Casaletto San Pio V, dove si dedicherà all’istruzione e alla catechesi dei bambini della periferia romana.

Uno scorcio…intimo di Orte, dove Luigi Monti parlava di Dio camminando tra gli uomini.

Uno scorcio…intimo di Orte, dove Luigi Monti parlava di Dio camminando tra gli uomini.

Nel 1868 si presenta per lui un’occasione straordinaria: essere inviato direttamente dal Ministro generale dei Cappuccini ad Orte, nell’alto Lazio, a gestire l’ospedale. Accetta e passano altri nove anni. Nel 1877 è chiamato a Roma ad assumere l’incarico di Superiore generale: finalmente, dopo vent’anni, Luigi può dare un indirizzo alla comunità che aveva voluto assieme a Cipriano. Pio IX riconosce a questa comunità di laici la sua autonomia. Roma, proprio nella figura del Papa, prende una posizione determinante: a ciascuno il suo, le forze che ostacolano il bene non prevarranno. Questa decisione è un piccolo tassello nella storia della Chiesa, ma per quei laici che volevano vivere insieme il Vangelo servendo gli ammalati fu una grande svolta. Altre difficoltà e resistenze dovranno essere superate, perché la Chiesa, che continua incessante il suo cammino nel tempo, ha sempre bisogno di essere riformata. Per Luigi e compagni inizia da quel momento la loro vera storia, in continuità con la giovanile Compagnia dei frati che fu preistoria anticipatrice di un anelito di libertà ecclesiale. Bisognerà arrivare, cent’anni dopo, al Concilio Vaticano II° per vedere pienamente riconosciuto questo spazio di autonoma aggregazione dei credenti, che è diritto e impegno nello stesso tempo.

12. Ripartire da Orte

Stanislao Sauda (olio su tela di G. Ciotti, Casa generale CFIC, Roma

Stanislao Sauda (olio su tela di G. Ciotti, Casa generale CFIC, Roma

Ad Orte, tutto questo era riuscito. Nella cittadina lambita dal Tevere Luigi prova concretamente che è possibile realizzare il sogno di una fraternità al servizio dei malati. Com’è bello e gioioso che i fratelli vivano insieme amando come Gesù amava. Quei nove anni sono stati per lui un banco di prova e una conferma. La popolazione si affeziona a Luigi al punto che – come testimonia un monsignore locale – “tutti ricorrevano a lui”.
Il Vescovo della città propone a fratel Luigi di ordinarlo prete, ma egli rinuncia per fedeltà alla sua originale chiamata, come farà anche davanti ad analoga proposta di san Giovanni Bosco. Non era ancora il momento di avere all’interno della comunità dei confratelli presbiteri, cosa che il Monti perseguì con tenacia negli ultimi vent’anni della sua vita. Senza mai ottenere dalla Santa Sede l’approvazione di questo ideale. Ma fratel Luigi assicura che la meta è vicina. Quattro anni dopo la sua morte, infatti, i primi due Fratelli furono ordinati. Questa novità rappresenta un elemento essenziale del suo progetto di fraternità; non capito nel suo tempo e poco compreso anche oggi. Senza tanti supporti teologici Luigi, il falegname di Bovisio, dà un proprio contributo al rinnovamento della Chiesa, collocando il servizio del prete in una comunità tutta ministeriale in cui, insieme, si è protagonisti del culto, dell’annuncio e della testimonianza di carità. Il prete vale soprattutto per il servizio che offre, non tanto per il potere che rappresenta. La sua personalità attrae. Il giovane trentino Angelo Sauda, passando di lì per lavoro, cadde malato. Fratel Luigi si prese cura di lui. Quello lo seguì prendendo il nome di fratel Stanislao. Morì giovane, ritenuto un santo e sepolto nella chiesa dell’ospedale. Mistero di prossimità: uno dà tutto all’altro e riceve in contraccambio l’infinito. Si ribaltano i ruoli: tu doni e diventi prossimo. Così, da un giovane arrotino migrante, Luigi Monti riceve il sigillo di una vocazione ad ostacoli, che fa di Orte una tappa fondamentale del suo itinerario spirituale. Da emarginato che era…diviene leader riconosciuto perfino dal Papa.

Il Vescovo della città propone a fratel Luigi di ordinarlo prete, ma egli rinuncia per fedeltà alla sua originale chiamata, come farà anche davanti ad analoga proposta di san Giovanni Bosco. Non era ancora il momento di avere all’interno della comunità dei confratelli presbiteri, cosa che il Monti perseguì con tenacia negli ultimi vent’anni della sua vita. Senza mai ottenere dalla Santa Sede l’approvazione di questo ideale. Ma fratel Luigi assicura che la meta è vicina. Quattro anni dopo la sua morte, infatti, i primi due Fratelli furono ordinati. Questa novità rappresenta un elemento essenziale del suo progetto di fraternità; non capito nel suo tempo e poco compreso anche oggi. Senza tanti supporti teologici Luigi, il falegname di Bovisio, dà un proprio contributo al rinnovamento della Chiesa, collocando il servizio del prete in una comunità tutta ministeriale in cui, insieme, si è protagonisti del culto, dell’annuncio e della testimonianza di carità. Il prete vale soprattutto per il servizio che offre, non tanto per il potere che rappresenta. ●

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Fratel Ruggero Valentini, Cfic