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La struttura, nata come orfanotrofio
agli inizi del 900 e fondata
da Mons. Morabito, vescovo di Mileto,
in seguito al terremoto di Reggio
Calabria e Messina del 1908, fu
affidato dallo stesso fondatore,
ai Fratelli Maristi.
Dopo alterne vicende, nel 1934 listituto
viene preso in carico dai Religiosi
Concezionisti.
Nel 1941 un incendio distrugge lIstituto
che viene ricostruito interamente
dalla Congregazione e, allinizio
degli anni 50, il Consiglio
di Amministrazione dellEnte
morale stipula una convenzione con
la quale viene demandata ufficialmente
lopera alla Congregazione.
Alla fine degli anni 50, lIstituto
denominato San Giuseppe,
ospita circa 200 ragazzi: un numero
che rimarrà costante fino
agli anni 70.
Negli anni 40 si aprono forme
di avviamento al lavoro con corsi
di falegnami, sarti, tipografi,
ecc
Lavvento della riforma
scolastica fa perdere questo prezioso
patrimonio e intorno agli anni 70
, con la chiusura definitiva delle
scuole interne, si accede alla scuola
pubblica: gli ospiti dellIstituto
non sono più soltanto gli
orfani ma anche i figli di famiglie
in forte stato di disagio, poverissime
anche dal punto di vista culturale.
Negli anni 80 la Congregazione,
in attento ascolto dei bisogni del
territorio, non solo ospita situazioni
emergenziali ma tende ad un servizio
più qualificato potenziando
la fase preventiva dellintervento.
Nel 1988 la Congregazione, sensibile
alle nuove esigenze dei ragazzi,
costruisce una struttura denominata
Comunità Luigi Monti:
la cosiddetta casa-famiglia
accoglie minori con gravi problemi
familiari o sottoposti a provvedimenti
emanati dal tribunale per i minorenni.

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