La memoria e la preghiera per tutti i defunti accompagna ogni giorno il cammino della Chiesa pellegrina sulla terra. Ma in particolare il 2 novembre tale memoria si fa ancora più corale ed intensa con la preghiera, la visita ai cimiteri, la cura delle tombe.
Anche i Fratelli delle Comunità della Lombardia si sono ritrovati, in questi giorni come da tradizione, per far memoria dei confratelli defunti visitando le tombe della Congregazione nei cimiteri di Cantù e Saronno. Hanno celebrato l’Eucarestia in suffragio di quanti ci hanno preceduto nella comune vocazione sulle orme del Beato Luigi M. Monti e hanno rievocato, in fraternità, la dedizione e il messaggio di carità che hanno vissuto nella loro vita.

Papa Francesco, nell’omelia tenuta il 2 novembre al cimitero Laurentino di Roma, ha esplicitato il senso e l’importanza del FARE MEMORIA: “Oggi – ha detto – è un giorno di memoria del passato, un giorno per ricordare coloro che hanno camminato prima di noi, che ci hanno anche accompagnato, ci hanno dato la vita. Ricordare, fare memoria. La memoria è ciò che fa forte un popolo, perché si sente radicato in un cammino, radicato in una storia, radicato in un popolo. La memoria ci fa capire che non siamo soli, siamo un popolo: un popolo che ha storia, che ha passato, che ha vita. Memoria di tanti che hanno condiviso con noi un cammino, e sono qui. Non è facile fare memoria. Noi, tante volte, facciamo fatica a tornare indietro col pensiero a quello che è successo nella mia vita, nella mia famiglia, nel mio popolo… Ma oggi è un giorno di memoria, la memoria che ci porta alle radici: alle mie radici, alle radici del mio popolo.

E oggi è anche un giorno di speranza, ha aggiunto il Papa. La seconda Lettura ci ha fatto vedere cosa ci aspetta. Un cielo nuovo, una terra nuova e la santa città di Gerusalemme, nuova. Bella l’immagine che usa per farci capire quello che ci aspetta: “L’ho vista scendere dal cielo, scendere da Dio, pronta come una sposa adorna per il suo sposo” (cfr Ap 21,2). Ci aspetta la bellezza… Memoria e speranza, speranza di incontrarci, speranza di arrivare dove c’è l’Amore che ci ha creati, dove c’è l’Amore che ci aspetta: l’amore di Padre”.