La figura di Maria. Riflessioni a partire dal Concilio Vaticano II: 1° Parte

L’attuale riflessione sulla figura della Beata Vergine Maria si radica nel capitolo VIII della Costituzione sulla Chiesa “Lumen Gentium” del Concilio Vaticano II. Secondo il parere di numerosi teologi cattolici, l’inserzione di questo testo a suo tempo non è stata acquisita ed accettata facilmente. Difatti, mentre un gruppo di vescovi voleva che il Concilio dedicasse alla Vergine Maria un testo a parte, un altro gruppo voleva che tutto ciò che riguarda la Beata Vergine Maria fosse integrato nel testo più generale dedicato alla Chiesa. Il primo gruppo stimava che staccando questo argomento si sarebbe data alla Madre di Dio maggiore importanza, mentre il secondo voleva – nel rifiuto di quella linea – restare fedele allo spirito e all’orientamento del Concilio.  Alla fine, si optò di non redigere un testo specifico su Maria, ma di integrare ciò che la riguarda nel documento sulla Chiesa. In questo senso, le seguenti riflessioni intorno al tema di Maria, madre della Chiesa, non hanno l’intenzione di dare un nuovo titolo a Maria, né di enfatizzare quello che Paolo VI ed il capitolo VIII della Lumen Gentium hanno voluto adoperare per parlare di Lei, ma si propongono di dire di Maria ciò che la fede cattolica propone, con semplicità e precisione.

Il piano di salvezza di Dio per gli uomini ha il suo centro in Gesù Cristo, il Verbo fatto carne, il Solo ed Unico salvatore di tutti. Per realizzare questo progetto, Dio aveva deciso di mandare suo Figlio ad assumere la condizione umana, nella quale avrebbe vissuto ed agito sotto una forma proprio umana e storica, come Vero Uomo e Vero Dio. Il vangelo attesta che Maria è la madre di Gesù: è stata scelta da Dio per essere la donna da cui suo Figlio sarebbe passato per venire al mondo.  Oggi si ha l’impressione che molti cristiani abbiano difficoltà a comprendere non solo il ruolo di Maria nel mistero di Cristo, ma anche e soprattutto il suo posto nel mistero della Chiesa. Queste difficoltà attengono propriamente al ruolo di Maria nel piano di salvezza e al culto che le si deve rendere.

Quanto appena detto si pone delle domande circa la scelta di Maria per la realizzazione del piano di salvezza per la redenzione degli uomini. E quindi, quale posto occupa Maria nel mistero della salvezza del mondo? Quale ruolo speciale le è stato assegnato? In quanto partecipe dell’azione di salvezza degli uomini, Maria è stata redenta come tutti gli uomini? Ed infine, quale è il suo posto nella Chiesa? Le riflessioni che porteremo avanti vogliono essere un contributo alla risposta.

Al di là delle suddette questioni, i padri conciliari hanno sostenuto la tesi secondo la quale la Vergine Maria possiede un posto privilegiato nell’economia della salvezza. Attraverso il suo ” sì “, Ella ha accolto il Figlio di Dio e l’ha presentato al Mondo. Perciò la chiesa la riconosce come Madre di Dio e come nostra madre, e la onora di un culto speciale che non compromette la fede in Gesù Cristo, unico Mediatore tra Dio e gli uomini. Ne deriva che il suo ruolo nella vita di ogni cristiano è la conseguenza del suo posto nel piano della salvezza.

Alla luce di quanto detto, possiamo formulare i punti seguenti:  

  1. La Vergine Maria è colei che è stata scelta da Dio fin dall’eternità. Il perché della sua scelta per cooperare all’opera della salvezza risiede in Dio stesso. Colmata di grazia (cf. Lc 1,28) le è stato assegnato il ruolo di essere la Madre del Figlio di Dio, e lei lo è diventata, senza perdere tuttavia la sua verginità. Sebbene partecipante in modo attivo all’economia della salvezza, Maria è stata redenta come tutti gli altri uomini, ma ciò non toglie niente al suo titolo di Madre di Dio.
  2. Maria per Gesù non è solo Colei che gli ha dato la sua umanità, ma anche e soprattutto Colei che avvolse tutta la sua vita terrestre della sua presenza: dall’incarnazione alla pentecoste. Stabilendo la Chiesa come il suo corpo, il Cristo apre il legame tra la Chiesa e sua Madre che, per il merito della maternità divina, diventa la Madre, il tipo e membro eminentissimo di questo corpo.
  3. È ammesso in maniera incontestabile che Dio sia passato da Maria per venire a noi. Niente può dunque impedire che egli accetti che noi andiamo a Lui per Maria, come egli ha fatto. Questo le giova il ruolo di Mediatrice degli uomini presso suo Figlio. La sua mediazione, tuttavia, non si confonde e non offusca la mediazione del Cristo. Di conseguenza, Maria merita di essere onorata in questo senso.

 

Fr. Pierre Sampula