Nel consegnare il Documento finale dopo la sua approvazione, il Papa ha sottolineato che il Sinodo non è un Parlamento. “E’ uno spazio protetto perché lo Spirito Santo possa attuare” e per questo – ha spiegato – le informazioni che si danno sono generali e non “le cose più particolari”. Ha, poi ricordato che “il risultato del Sinodo non è un documento”. “Siamo pieni di documenti”, afferma, “non so se questo documento fuori farà qualcosa” ma “so che deve fare in noi, deve lavorare in noi”.

Adesso lo Spirito ci dà a noi il documento perché lavori nel nostro cuore. Siamo noi i destinatari del documento. Non la gente di fuori. E che questo documento lavori, e fare preghiera con il documento, studiarlo, chiedere luce, altro … ma è per noi, il documento: principalmente. Sì, aiuterà tanti altri, ma i primi destinatari siamo noi: c’è lo Spirito che ha fatto tutto questo, e torna a noi. Non dimenticarlo, per favore.

Documento finale Sinodo giovani