Bulli si nasce o si diventa?

Presso il salone dei Convegni dell’Istituto Padre Monti di Saronno i relatori hanno declinato la parola “bullismo” facendola sentire in tutta la sua forza e criticità ai circa 300 convenuti : il salone non è stato sufficiente ad accogliere quanti, attirati dalla tematica, purtroppo attuale.

Il professor Massimo Picozzi, psichiatra e criminologo, con le proprie doti comunicative ha stimolato l’assemblea a riflettere sia sui comportamenti del “bullo” come anche sull’utilizzo dei media: il “cyberbullismo” infatti è all’attenzione di tutti ma non tutti siamo pronti a contrastarlo con le giuste armi. Picozzi evidenzia come il problema non sia utilizzare i social o derivati ma saperli utilizzare e gli adulti devono conoscere gli strumenti per poterli gestire: ha suggerito a tutti di imparare a utilizzare il “parental control”. Egli ha sottolineato il ruolo determinante che gli adulti devono avere nei percorsi educativi dei propri figli o studenti.

Il professor Mario Monetti, pediatra presso il poliambulatorio “Padre Monti”, ha fornito all’uditorio molte informazioni e dati in merito al bullismo facilitandone la conoscenza specifica e fornendo input importanti affinché un genitore possa cogliere ogni segnale che i propri figli lanciano e che possano dare adito a disagi vissuti nei vari contesti di vita. Egli ha sottolineato l’importanza dello sport come forte deterrente agli atteggiamenti di bullismo.

Fratel Stefano Caria, della comunità “Luigi Monti” di Polistena (RC), ha raccontato la propria esperienza nei contesti di accoglienza per minori che provengono da contesti disagiati in cui l’indifferenza o addirittura la violenza nei confronti dei minori non fanno altro che fomentare e far sviluppare “atteggiamenti da bullo” nei giovani che vi abitano. Egli ha sottolineato l’importanza dell’aggregazione, del prendersi cura da parte degli adulti, dello sport come crescita nello spirito di squadra e della propria autostima. Ha inoltre descritto l’esperienza della cooperativa sociale IDEA, fondata in seno alla Comunità con lo scopo principale di fornire inserimenti lavorativi per i ragazzi che concludono i percorsi di accoglienza.

E stata una serata intensa e vissuta con la massima attenzione dalle tante persone giunte da varie parti del circondario.

Ovviamente il professor Picozzi ha tenuto desta l’attenzione intervenendo a più riprese e riportando le proprie esperienze riferite ai casi complessi che ha affrontato negli ultimi anni. Ma ha anche raccontato del percorso fatto con i giovani sportivi in un progetto sul bullismo con la collaborazione della SERIE A e della Federazione Volley: ha potuto incontrare migliaia di ragazzi e sensibilizzarli all’uso corretto dei social.

Un richiamo per tutti noi a utilizzare tali strumenti nel modo corretto anche perché possono essere molto utili…se ben utilizzati.